12/12/2008

ENERGIA PULITA SI GRAZIE MA . . . .

Ue, raggiunto l'accordo sul clima
Sarkozy: «Voto all'unanimità»cccp usa
NDR: Ma poi, bisogna calarsi nelle realtà locali e si scopre, come nel comune di Ciserano Bg, che una delibera di Consiglio Comunale assunta in data 10 ottobre 2007, e tesa a bandire l'assegnazione di arre ex cava per produrre energia fotovoltaica, è rimasta nascosta nei cassetti di un assessore all'ecologia "un fantasma"; si ha certezza della sua esistenza solo perchè appare nelle delibere come nome e nelle liquidazioni come indennità di carica ! Che miseria ! Ma il suo impegno Politico è questo e non altro; ma la domanda che tale comportamento impone alla riflessione :
Come mai tale occultamento di delibera ? Non si produrrà più energia alternativa e quindi si passerà ad una speculazione del tipo " Centro Agroturistico " con gestione speculativa agli stessi cavatori o a società fantasma da essi create ad HOC ? Tutti sono legittimati a pensare e sospettare di tutto ! Mentre l'EUROPA spinge perchè almeno il 20 % di neregia sia prodotta a fotovoltaico, o a gas metano, o a solare o a biomasse, l'Assessore locale ( tra l'altro un laureato in materie ambientali in una Giunta di cntro Sinistra ) dorme e si diverte al computer con giochini e giochetti ! ALLA FACCIA DEL CENTRO SINISTRA E DELL'AMBIENTE ! E il Sindaco, ex assessore all'ambiente cosa fa ? Non ritiene doveroso rimuove tale assessore ? E il resto della Giunta ? E il Gruppo di Maggioranza nel suo insieme, pensa forse che la cittadinanza  scalpiti per una riconferma del Gruppo, se non si danno segnali forti che un "certo andazzo" è finito e che si vuole recuperare la massima fiducia anche con decisioni determinanti come quella sull'ambiente e sulle energie alternative ?
Il Vaticano, che non mi pare di Centro Sinistra, ha installato sulla propria Capoccia ben 6000 metri quadri di pannelli ! E non lo ha fatto per lo Spirito Santo... mi pare di poter dire, ma per l'ambiente e per il risparmio !
By Mr Greco 46

L'intesa mira a ridurre del 20% le emissioni inquinanti entro il 2020

Berlusconi con Zapatero al vertice Ue (Emmevi)
Berlusconi con Zapatero al vertice Ue (Emmevi)
BRUXELLES - «Il Consiglio europeo che abbiamo appena terminato resterà nella storia». Con queste parole il presidente di turno dell'Ue, il leader francese Nicolas Sarkozy, ha commentato la chiusura del vertice Ue di Bruxelles. I rappresentanti dei 27 Paesi europei hanno chiuso il summit trovando l'intesa sul pacchetto clima.
CLIMA - Il pacchetto prevede che entro il 2010 l'Unione europea riduca del 20% le emissioni di gas serra, aumenti del 20% l'efficienza energetica e porti al 20% il ricorso alle fonti alternative nel mix energetico. Le ultime resistenze riguardavano i Paesi dell'est che chiedevano più risorse per il fondo di solidarietà per la transizione energetica.
CHIUSURA VERTICE - L'accordo conclude anche la riunione dei leader dei Ventisette, visto che erano già terminate con un'intesa anche le discussioni sull’iniziativa Ue di rilancio economico e sulla "road map" verso la conclusione del processo di ratifica del Trattato di Lisbona con l’impegno del Governo irlandese a tenere un secondo referendum entro il prossimo novembre.

09/12/2008

CLASSIFICA CONCORSO CASA MIA I RACCONTI DEL FOCOLARE

PUBBLICHIAMO LA CLASSIFICA FINALE DEL CONCORSO
"CASA MIA, I RACCONTI DEL FOCOLARE"
EDIZIONE BIENNALE 2006 - 2008
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1° Classificato sez. A -
FRANCESCO Gottardi ( Erba)
"Pippo e i nocc da luna piena"
2° Classicato -  MANUELA Capri -
Crevalcore ( BO )
"Tra le braccia del tempo"
3° Classificato -  MASSIMO Zibordi
Marmirolo (MN)
" N'antar disegn "

Premio Unico a Tema sez. B
LORIANA Capecchi
Quarrata (PT)
" Gente di Terra "

Segnalazione sul tema Unico
Cesare Persiani - Sorisole (Bg)
"l'angelo grande e triste"

FUORI CONCORSO
riservato alle Classi Terze Medie di Ciserano
ANDREA Accorigi -  Ciserano
" I Cap "
ANDREA Giudici -Ciserano
" La Primaèra "

nota della segreteria del concorso
Gli interessati riceveranno a giorni
la conferma via posta
e sono fin d'ora invitati
a partecipare alla serata
delle Premiazioni che resta
fissata per sabato 20/12/2008 ore 20.30
al Centro Civico di Ciserano
in Piazza della Pace
Il programma dettagliato della serata
verrà pubblicato a giorni
info. point mario 328 44 88 504
e mail
mario.foglieni@virgilio.it

 

 

07/12/2008

LE IMMAGINI, LA CASA

Auguri di Buon Natale e Felice 2009 da
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** clicca e ascolta C'era un Ragazzo che come Me  . . . **
podcast
 
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Gema bv.jpg

06/12/2008

LA MODERNA CAPANNA DI BETLEMME

MILANO: Rifugio per una ventina di senzatetto. «Ma all'alba puliamo». Il treno francese diventa un grand hotel per una ventina di senzatetto.La notte sul Tgv fermo in stazione: caldo e forno a microonde. «Vigiliamo, anche la polizia sa»
NDR: Dal Corriere della sera del 6 dicembre, una storia vera che più quotidiana non si può. Una versione del 2008 della Capanna di Beltlemme By Mr Greco46neonatoyr1.jpg

MILANO — «Questo posto è una cannonata». E quella potrebbe essere una bomba. Si mangia (quel che resta), si dorme (quanto basta), soprattutto si sopravvive gratis sul Tgv che entra in stazione Centrale di sera, resta fermo la notte, riparte il mattino. E già «che siamo ospiti e siamo trattati bene », Antonio e Ludi danno una mano. Fan la guardia. Sale un ragazzo, africano. Ha una valigia, una bella valigia. «È tua?», gli domanda Antonio. «No», e la butta a terra, scappa via. «Sarà una bomba? Chiamo gli agenti». Gli agenti? Lei qui non può stare, la denunceranno... «No, vedrai». E infatti, controllo; niente ordigno; grazie e buonanotte. Dice Angelo Serafino, sbirro all'antica e capo lombardo della polizia ferroviaria, che «noi siamo al servizio della legge e della gente. La povera gente».
E quanta povera gente si mischia su questo Tgv Milano-Parigi, atteso per tutto il giorno tra una mensa per i barboni e un McDonald's dove «puoi far la pipì senza dover per forza prendere un caffé». Sono una quindicina, certe volte crescono a venti. Italiani, stranieri. Ancora deve scendere l'ultimo passeggero che Antonio e Ludi, sono le 23.15, salgono. Avanzano buttando occhiate sui sedili sia mai abbiano abbandonato patatine o giornali. Entrano in cucina. C'è un forno a microonde, per scaldare un panino comprato fuori, alla macchinetta. C'è un fornellino, basta tirar fuori una pentola, metter su la pasta. Con calma. Senza fretta. Gli altri dormono. Il riscaldamento è acceso. Siamo in prima classe. Ludi, 26 anni, s'è rannicchiata per addormentarsi. Antonio, di sei anni maggiore, racconta d'aver fatto po' di lavori. «Un giorno sono rimasto senza occupazione. E sono precipitato. Ci vuole un niente. Finisci i soldi». E finisci per strada. «I treni? E dove dovremmo andare? Bisogna giusto evitare i grandi depositi, troppi stranieri, una paura... Rapinarci? Rapinarci di cosa, se non abbiamo niente?».
Antonio & Ludi. Vicini di sedile. Innamorati. Sieropositivi. «Mi chiedi se mi do da fare per cercar lavoro... Tanto, chi mi assume? Sono malato. Non mi vogliono. Temono il contagio, pensa te, ancora nel 2008... E se sto via, chi si occupa di Ludi?». Di Ludi, questo giornale già s'era occupato. Nel '94. Si parlò di lei bimba nata malata, con la mamma sieropositiva che morì presto, poi morì anche il papà, rimase l'anziana nonna al suo fianco... Un cronista scrisse, Milano lesse e si commosse, si diede da fare. Quasi quindici anni dopo, cos'è cambiato, Ludi? C'è un rumore di aspirapolvere, gli addetti alle pulizie bestemmiando contro la cooperativa che li tiene a 978 euro mensili passano sui vagoni, c'è un albanese, tra qualche ora, all'ora in cui si scenderà, raccoglierà le briciole sul sedile, «se trovano sporco danno la colpa a quelli delle pulizie, non è giusto, loro ci lasciano in pace». A mezzanotte un macchinista spinge il Tgv mezzo chilometro più avanti, lo parcheggia su un binario morto. «I passeggeri della notte? Lo sappiamo. E lo sa la polizia, che fa un mucchio di controlli. Capitano sbandati, delinquenti, e li cacciano presto. È una città sempre più cattiva e bastarda, Milano. Ma chi dorme qui...». Qui l'alta velocità è questa: «Due mesi fa, giuro, un barbone ha rincorso un passeggero francese che aveva dimenticato l'ombrello».

Andrea Galli
06 dicembre 2008

04/12/2008

CONCORSO DI POESIA... Casa mia i racconti del . . .

Poesie e Racconti alla verifica finalePOSTO DI CONVERSAZIONE.jpg

Diverse decine di partecipanti hanno prodotto numerose opere letterarie sia in lingua che in dialetti lombardi, con le quali partecipano al concorso Casa mia, i racconti del focolare, concorso letterario a livello nazionale alla sua seconda edizione.
La giuria, sta lavorando attentamente nella lettura e rilettura "delle poesie e dei racconti pervenuti " da numerose regioni. Alla scadenza del bando " edito dall'assessorato alla Cultura del comune di Ciserano" in collaborazione con l'associazione socio culturale " Casa Comune e Campanile", seguirà l'organizzazione della serata di sabato 20 dicembre, presso la sala del centro Civico in Piazza della Pace a Ciserano, alle ore 20.30" con la consegna dei Premi ai vari classificati.
Alla serata culturale, parteciperà e si esibirà inoltre il maestro di pianoforte Giancarlo Colleoni e un Quartetto d'Archi del Conservatorio di Bergamo, composto da due violini, una viola e un violoncello.
Gli assegnatari dei vari premi, saranno contattati direttamente e invitati a partecipare alla serat per leggere le proprie poesie e racconti e ritirare i Premi previsti.
La graduatoria finale, sarà comunque pubblicata su questo sito e sul sito:www.casacomunecampanile.it.
Poesia061.jpg


La segreteria del concorso, resterà comunque a disposizione per comunicazioni ai partecipanti che ne facessero richiesta.
PS. La nostra associazione, è comunque interessata alla pubblicazione su questo blog e sul sito già indicato, di tutte le opere pervenute. Gli interessati che fossero in possesso di "file" dei lavori presentati, possono inviarli direttamente a : mario.foglieni@virgilio.it, completandoli di tutti i dati relativi all'autore.

by mr greco 46

27/11/2008

GABRIELE D'ANNUNZIO

La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie del bosco non odo 145.gif
parole che dici umane; ma odo
parole più nuove che parlano gocciole e foglie
lontane. Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici
salmastre ed arse, piove sui pini
scagliosi ed irti, piove sui mirti
divini, su le ginestre fulgenti
di fiori accolti, sui ginestri folti
di coccole aulenti, piove sui nostri volti
silvani, piove sulle nostre mani
ignude, sui nostri vestimenti
leggieri, su i freschi pensieri
che l'anima schiude novella,
su la favola bella che ieri
l'illuse, che oggi m'illude, o Ermione
Odi? La pioggia cade su la solitaria 
verdura con un crepitio che dura
e varia nell'aria secondo le fronde
più rade, men rade. Ascolta. Risponde
al pianto il canto delle cicale
che il pianto australe non impaura,
nè il ciel cinerino. E il pino
ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro
altro ancora, stromenti diversi
sotto innumerevoli dita. E immersi
noi siam nello spirto silvestre,
d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro
è molle di pioggia come un foglia,
e le tue chiome auliscono come
le chiare ginestre, o creatura terrestre
che hai nome Ermione.
Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale a poco a poco
più sordo si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce più roco
che di laggiù sale, dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne.
Sola una nota ancora trema, si spegne,
risorge, treme, si spegne. Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda crosciare
l'argentea pioggia che monda,
il croscio che varia secondo la fronda
più folta, men folta. Ascolta.
La figlia dell'aria è muta; ma la figlia
del limo lontane, la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.
Piove su le tue ciglia nere
sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente, il cuor nel petto è come pesca
intatta, tra le palpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alveoli son come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti (e il verde vigor rude
ci allaccia i malleoli c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri volti silvani,
piove sulle nostre mani ignude,
sui nostri vestimenti leggieri,
su i freschi pensieri che l'anima schiude 
novella, su la favola bella
che ieri m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione 
(Gabriele D'Annunzio 19°-20° secolo)

CADE LA NEVE

nevicata2.jpgE la neve cade...
La neve (poesia scritta e illustrata da Giulia)


Mentre la neve cade,
cade a fiocchi,
cade lenta, leggera
i miei animaletti
sono curiosi,
hanno paura
di questo velo bianco
e come per incanto
stanno fermi
e buoni
a scrutare nella notte
buia e scura.

E la Neve Cade
(poesia scritta e illustrata da Jacopo)

 Neve,
occhi di stella fatati
che si posano nei prati.
Neve,
come un serpente
che ti ipnotizza la mente.
Penso,
la neve è una cosa
infinita
ma, è strano,
ha vita corta in città.

 


 

17/11/2008

CISERANO: LE FORTIFICAZIONI DEL PAESE

02. Le fortificazioni del paese;

In questa situazione di permanente incertezza e pericolo era alla struttura urbanistica del paese che si affidava in primis la sicurezza degli abitanti, ed il paese infatti, si presentava circondato da una fossa, chiuso da due porte e munito di un castello.
La fossa del paese, citata a più riprese in atti notarile quattro-cinquecenteschi, dal Da Lezze nella sua ricognizione 250sita.JPGbergamasca del 1596 e dal Maroni da Ponte nel 1820, avva nei primi decenni del Settecento una larghezza di 2 cavezzi, pari ametri 5,25, e conservava ancora - almeno teoricamente - la sua funzione difebsiva, tanto che il Comune, al momento di concederla aq livello a diversi privati, ne imponeva una costante manutenzione ed un pronto ripristino in caso di bisogno.
Un cabreo settecentesco di ricognizione delle proprietà dell'Ospedale Maggiore di Bergamo in Ciserano, ci offre un sintetico e pur chiaro disegno del di un tratto di fossa: essa risulta costeggiata, sull'esterno, da una strada e dalla Roggia Brembilla; alcuni tombini la mettono in comunicazione con la roggia, la cui acqua serviva, evidentemente, per il suo riempimento.

Questa situazione si ripeteva lungo tutto il circuito del paese, come confermano le mappe del catasto lombardo-veneto del 1853. In esse la fossa non è più delineata ma il suo letto è nettamente ravvisabile seguendo la strada, sempre bordata dalla roggia, che circonda tutto il paese: la fossa probabilmente, era stata nel frattempo colmata, destinata all'agricoltura o all'ampliamento della strada.
La fossa poteva essere oltrepassata in corrispondenza delle due porte che regolavano l'accesso al paese: una prima a nord e una seconda al capo opposto dell'abitato.
Alla prima, denominata porta de Bergamo perchè rivolta verso la città, mettevano capo le strade per Boltiere, Osio Sotto e Verdellino; la seconda dava direttamente sulla strada Francesca e all'Oratorio di San Marco ( o Madonna di San Marco), posto appena fuori del perimetro abitato. Esse venivano dette anche porta superiore e porta inferiore o, con dizione meno colta ma più aderente al dialetto e perciò - crediamo - più comunemente usata dalla popolazione, orta di sopra e porta di sotto.
Le porte erano munite di cancelli, o rastrelli, che venivano chiusi sul far della sera, per essere riaperti solo al mattino seguente. In casi particolari, e per seri motivi,potevano essere riaperti anche la notte, ad esempio, per permettre il passaggio ai cavallanti che conducevano in paese i frutti raccolti nelle campagne durante il periodo delle messi.

(continua - by mr greco 46)

CISERANO,Paese,Gente e Storia (II° parte)

Struttura Urbanistica del Paese:

Il contesto di relativo isolamento del paese, se non poteva avere soverchi riflessi negativi dal punto di vista economico (giacchè per le economie antiche occorre considerare soprattutto il profondo legame dei contadini con la terra, che generava stabilità/staticità di rapporti, più che i consimi basati sulla moderna economia basata sul terziario), presentava tuttavia dei lati ambigui e ambivalenti sotto l'aspetto della sicurezza e del quieto vivere: in una parola, dell'ordine pubblico.jtn31_jpg_ridimensionare.jpg

Così per esempio, nel marzo del 1595 all'altezza del Fosso Bergamasco, giusto al confine tra Canonica e Boltiere, tre banditi avevano assalito e svaligiato il corriere Milano-Venezia.
Nel giugno di tre anni dopo, sempre all'altezza del confine segnato dal Fosso, una banda di nove malfattori aveva assalito diversi passeggeri e il solito corriere di Milano, legandoli agli alberi e spogliandoli non solo della roba che portavano con sè, ma anche dei cavalli, di cui gli ignoti malviventi si servirono per dileguarsi verso il milanese.
La pericolosità del confine di fosso era ben nota alle autorità venete competenti, tanto che il capitano di Bergamo Giovanni da Lezze, presentando al Doge la rituale relazione all'atto del suo rientro in patria nel 1596, osserva che " quel loco si è fatto ridotto di bandit5i e scellerati che svaligiano i viandanti", ma a renderlo tale ci si metteva all'occasione anche qualcuno di Ciserano, come quel tal Giuseppe Boruffo che nel maggio del 1638 proprio sulla Francesca assaliva, con l'aiuto di un complice, il mercante Alessandro Pezzoli.0897262.jpg
In caso di guerra, poi, quando le truppe nemiche sfruttavano la strada Francesca per puntare verso il Bresciano, cioè al cuore economico-militare delle provincie orientali della Serenissima, l'isolamente dal capoluogo lasciava il paese in balia delle truppe straniere (e amiche), tanto che gli abitanti non potevano più dimorarsi e attendere alle occupazioni quotidiane. Anche in tempo di pace, tuttavia,  non mancavano manipoli di fanteria o drappelli di cavalleria che, partendo dall'avanposto di Trezzo, scorazzavano nei campi e nei paesi bergamaschi circonvicini, suscitando allarme e panico, come avvenne nel luglio del 1658, quando una banda di cavallieri freancesi attraversò il paese di Ciserano, seminando sgomento e provocando un fuggi fuggi generale.

(segue . Le Fortificazioni del Paese ) -  by mr greco46

16/11/2008

CISERANO, LA PRIMA IMMAGINE . . .

LA STRUTTURA URBANISTICA DEL PAESE
dal Libro di storia edito dall'amministrazione comunale 1994;profilo paese.jpg

Situato a sud della città di Bergamo, nella pianura compresa tra il Brembo a ovest e il Serio a est, il paese di Ciserano faceva parte di quella porzione di Territorio distrettuale bergamasco che in età veneta, proprio per tale collocazione geografica, era definita  Quadra di mezzo.
Poichè non si affacciava direttamente sulle principali vie di comunicazione della Quadra, la cui viabilità principale era costituita dalle strade che mettevano capo a Bergamo,l 'una da Verdello, una seconda da Trezzo, via Osio Sotto, e una terza da Cologno e Urgnano.  Il paese di Ciserano rimaneva abbastanza estraneo al grande traffico per il capoluogo, essendo interessato di più alle comunicazioni brevi con i paesi contermini, attraverso le vie di interesse locale che a nord lo collegavano con Boltiere, Osio Sotto e Verdellino, a ovest con Pontirolo Nuovo e asu-est con Arcene.
Faceva eccezione la strada Francesca, che provenendo da Canonica, lambiva a sud l'abitato del paese per proseguire poi alla volta di Urgnano, Ghisalba e Mornico al Serio.Ciserano34.jpg
Erede, almeno in parte, dell'antica strada militare romana che congiungeva Milano a Brescia, dalla quale appena lasciato Ciserano, all'altezza dell'oratorio dei Ss. Cosma e Damiano, si staccava un tratto che portava a Bergamo, la Francesca rappresentava il legame di Ciserano con la romanità, assieme alla posizione del paese, situato a cavallo di un decumano di una centurazione romana probabilmente di periodo agusteo, e al nome dal tipico suffisso latino - ano.
In età veneta essa veniva utilizzata specialmente da chi, provenendo dal milanese, dopo aver attraversato l'Adda a Pontirolo Vecchio -  Canonica o, più a sud, all'altezza di Cassano Fara-D'Adda, puntava alla volta della Quadra di calcinate e, oltre, verso il bresciano.
La Francesca non toccava direttamente la città capoluogo e costituiva, pertanto, un asse viario trasversale e abbastanza indipendente rispetto alle altre vie della Quadra, ma di notevole importanza, perchè attraversava il confine di Stato veneto-milanese, segnato dal Fosso Bergamasco, un canale acsiutto, profondo circa un metro e mezzo e largo altrettanto, costruito nel Trecento dalla città di Bergamo e dal 1428 confine riconosciuto tra Venezia e Milano . . . (prosegue )

Il Libro nella sua interzza è in fase di caricamento sul sito: www.casacomunecampanile.it -  clicca la Storia.
by mr greco46